Gare 2017 - "mtb i Gufi"
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3° TAPPA CAMPIONATO 4ENDURO 2017

3° TAPPA CAMPIONATO 4ENDURO 2017
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Un successo incredibile, una folla scatenata lungo i tracciati ad incitare i 350 bikers, un’emozionante gara finita sul filo del rasoio.
A Pogno domenica 9 Aprile si è disputata la terza tappa del circuito 4Enduro, il meteo favorevole ha contribuito al successo della manifestazione ciclistica. Le piste in perfette condizioni di gara ed i numerosi bikers gasatissimi hanno dato vita ad una giornata di sport ed una festa che è durata per l’intero WeekEnd.


La gara di Pogno del 4Enduro è stato un evento molto importante per questa specialità in ambito italiano, perché l’attenzione verso l’enduro è in continua crescita.
350 i partenti, sono un numero che parla da sé e il livello dei concorrenti è ancora in crescita.


I sentieri di Pogno sono molto conosciuti da migliaia di appassionati e permettono di fare velocità con un minimo di tecnica di guida.

A vincere sono stati Lorenzo Suding (dopo il successo alla prima del Toscano Enduro Series, e Laura Rossin, ma alle loro spalle la competizione è stata tiratissima.

Matteo Raimondi non è riuscito a salire sul gradino più alto del podio per 2”170…

Ieri, all’Enduro dei Gufi, è stato una giornata di grande divertimento, anche per Francesco Savona che ha partecipato e ci racconta come è stato gareggiare a Pogno.

A lui la parola…

Tutto esaurito, con oltre 350 partenti, per la terza prova del divertente trofeo 4Enduro che, dopo le due gare tenutesi a Roasio (qui il nostro report) e Coggiola, “sbarca” a Pogno (NO) per l’8° Enduro dei Gufi, penultimo appuntamento de circuito che si candida a diventare il riferimento per l’enduro nel Nord Italia.

La “location” è di quelle importanti e già negli anni passati sede “consolidata” di diverse competizioni di livello nazionale (e non), come il Superenduro e il Campionato Regionale Enduro Piemonte, e il Campionato Italiano nel 2012.

Per me è il secondo appuntamento agonistico della stagione, dopo avere saltato, con mio grosso rammarico, la riuscitissima competizione di Coggiola.

Il percorso è caratterizzato da lunghe risalite su asfalto e da discese flow con qualche passaggio tecnico qua e là; tre le Speciali in programma, per un totale di circa 38 km e 1450 metri di dislivello.
I trail sono “da urlo”, grazie all’ottimo lavoro di preparazione svolto dai ragazzi dei Gufi e dai team Cicobikes e Locca, con la “supervisione” del mitico Cico Baroni.
Questi sono anche i trail dove si allenano Davide Sottocornola e Simone Martinelli, che qui sono di casa.


Rasco 2000, la prima Speciale, è la più discesistica delle tre e parte con un primo pezzo pedalato, per poi “tuffarsi” verso valle, alternando tratti veloci a tratti tecnici, resi “insidiosi” dalle numerose radici affioranti; la seconda Speciale,

Canalon, è uno dei trail storici della zona: veloce, adrenalinico, è un flow pazzesco che termina con una serie di tornantini pendenti e molto stretti; in più, proprio sul finale, Cico ha ideato un inedito tratto fettucciato che porterà i concorrenti fin dentro l’abitato di Pogno.

Infine, Monti di Prerro, la più lunga e, a detta di tutti, la più enduristica della giornata: una Speciale non troppo difficile, ma da non prendere sotto gamba, vista la lunghezza del percorso, che alterna tratti da pedalare “a fuoco” a tratti estremamente guidati con continui cambi di ritmo!



Come sempre, la giornata di gara è preceduta da una sola ricognizione “pedalata” del percorso, più che altro necessaria per “annotare” i punti critici, in maniera tale da poterli affrontare in sicurezza e capire come dosare al meglio le energie nel giorno della gara; anche questo è Enduro.
Visto che a Pogno le risalite pedalate sono notoriamente lunghe e in alcuni tratti abbastanza “in piedi”, lascio a casa “l’impegnativa” Michelin Wild Grip R a favore di una più scorrevole Maxxis Aggressor sul posteriore (foto in basso).

La domenica mattina, alle 7:00 sono a Pogno per ritirare il pettorale e il pacco gara.
La partenza, a ordine invertito, è fissata per le 9:00. Il tempo, dopo le prime due gare bagnate, questa volta è ottimo, col termometro che segna 20° C. Soliti brevi convenevoli con lo speaker ufficiale e via lungo il breve, ma ripido trasferimento e mi porta all’inizio della PS1.


 


Ci siamo, giù gli occhiali e via. Mi sento bene, le gambe girano e spingo sui pedali, cercando di alzare il limite… e, infatti, proprio sul più bello, a metà Speciale mi ritrovo per aria senza nemmeno avere il tempo di capire come. Prendo una bella botta, mi rialzo e trovo la bici col manubrio storto; poco importa, faccio leva con la ruota su un albero e lo raddrizzo alla meglio. Mi aspetta adesso la parte più tecnica della speciale che affronto a tutta, cercando di recuperare il tempo perso.
Non va poi così male, peccato per la scivolata.
 



Nemmeno il tempo di rifiatare, levare le protezioni e mi ritrovo ad affrontare l’ennesimo trasferimento su asfalto, questa volta lungo e “arrabbiato”, con l’incognita data dal tempo di risalita piuttosto “tirato”.
E infatti alla partenza della seconda Speciale saranno tanti “i buchi” in griglia di partenza dovuti ai numerosi ritardi, complice anche il caldo che non ha certo aiutato i concorrenti.
Io arrivo a 7’ dalla partenza, non male, così ho giusto il tempo per rifiatare.
È il mio turno: “Tre, due, uno, via!”
La voglia di fare bene è tanta e cerco di far scorrere la bici, con traiettorie pulite, questa volta non voglio commettere errori, anche perché il fondo in alcuni punti è abbastanza polveroso e insidioso.
La Speciale è lunga, lunghissima, sembra non finire mai, ma stringo i denti: qui è vietato distrarsi.
Le velocità di percorrenza sono molto alte e commettere un errore significherebbe quasi certamente abbandonare la gara.
Ci siamo: entro nel fettucciato finale a ridosso dell’abitato e passo esausto, ma tutto sommato soddisfatto, le fotocellule.
Adesso non mi resta che dirigermi al CO, rifocillarmi e affrontare l’ultima lunga risalita che in poco più di un’ora mi porterà all’inizio della PS3.

 
La stanchezza comincia a farsi sentire nelle gambe, ma non posso mollare.
Per fortuna la compagnia è buona e tra una chiacchiera e l’altra mi ritrovo poco sopra i 900 metri di quota per fiondarmi nell’ultima lunga Speciale, la Monti di Prerro.
Arrivo su con le gambe dure come il marmo, ho anche un principio di crampi alla gamba sinistra, ma ho circa dieci minuti di tempo prima di ripartire che sfrutto per rilassare i muscoli.
Sono stanchissimo e fa caldo.
Ormai l’obiettivo è uno solo, portare a casa la gara.
La domenica mattina, alle 7:00 sono a Pogno per ritirare il pettorale e il pacco gara.
La partenza, a ordine invertito, è fissata per le 9:00. Il tempo, dopo le prime due gare bagnate, questa volta è ottimo, col termometro che segna 20° C. Soliti brevi convenevoli con lo speaker ufficiale e via lungo il breve, ma ripido trasferimento che mi porta all’inizio della PS1.

 

Nemmeno il tempo di rifiatare, levare le protezioni e mi ritrovo ad affrontare l’ennesimo trasferimento su asfalto, questa volta lungo e “arrabbiato”, con l’incognita data dal tempo di risalita piuttosto “tirato”.
E infatti alla partenza della seconda Speciale saranno tanti “i buchi” in griglia di partenza dovuti ai numerosi ritardi, complice anche il caldo che non ha certo aiutato i concorrenti.
Io arrivo a 7’ dalla partenza, non male, così ho giusto il tempo per rifiatare.
È il mio turno: “Tre, due, uno, via!”
La voglia di fare bene è tanta e cerco di far scorrere la bici, con traiettorie pulite, questa volta non voglio commettere errori, anche perché il fondo in alcuni punti è abbastanza polveroso e insidioso.
La Speciale è lunga, lunghissima, sembra non finire mai, ma stringo i denti: qui è vietato distrarsi.
Le velocità di percorrenza sono molto alte e commettere un errore significherebbe quasi certamente abbandonare la gara.
Ci siamo: entro nel fettucciato finale a ridosso dell’abitato e passo esausto, ma tutto sommato soddisfatto, le fotocellule.
Adesso non mi resta che dirigermi al CO, rifocillarmi e affrontare l’ultima lunga risalita che in poco più di un’ora mi porterà all’inizio della PS3.
 



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NASCE 4ENDURO

NASCE 4ENDURO
Nasce "4 Enduro "
società e team coinvolti
 
4 Enduro nasce da un gruppo di persone appassionate della Mountain Bike che hanno pensato di creare un nuovo circuito composto da 4 competizioni. Enti,  Team ed Atleti hanno collaborato con passione, capacità ed esperienza mettendo le basi per creare quello che è e vorrà diventare un circuito di livello Nazionale. Disposto su un comprensorio con tracciati molto variegati, piste di varie lunghezze, difficoltà e dislivelli, tutto ciò che serve per accontentare riders di varie livelli e gusti. A questo progetto hanno aderito anche campioni come Alex e Denny Lupato, Davide Sottocornola e Matteo Raimondi, nomi straconosciuti nella disciplina  dell’Enduro MTB,  che facendo da testimonial portano in assoluto primo piano i nostri tracciati e le nostre bellissime valli.

Team ed Enti sono:
·         Proloco di Coggiola
·         Enduro dei Lupi
·         Pogno – I Gufi
·         Roasio- Rive Rosse
·         Trivero – Oasi Zegna


·         Ogni società collabora in modo attivo in vari fronti ed ognuno di noi ha dà il meglio di sé per svolgere l’incarico affidato. Siamo un gruppo molto affiatato tutti amanti dello sport ed in particolare della bicicletta da Enduro.

·         Le nostre valli sono particolarmente adatte sia come quantità di sentieri che come tipo di terreno ad ospitare questa disciplina ed è anche per questo motivo che si svolgono puntualmente numero competizioni.


·         ECCO I NOSTRI NUMERI:

 

·          4 TOP LOCATION

·          18 TRACCIATI

·           52 KM DI DISCESA

·          7.750 METRI DI DISLIVELLO



 
·            SERVIZI DISPONIBILI

·      SOCCORSO

·           RISTORAZIONE

·           SHUTTLE

·           HOTEL

·            ATTREZZATTURE

·            LAVAGGIO BICI